ScienzaScoperte scientifiche

Ecco perché l’acqua calda congela prima di quella fredda

Scienziati della Nanyang Technological University di Singapore sono riusciti a capire come mai l’acqua calda congela più rapidamente dell’acqua fredda, un fatto conosciuto come effetto Mpemba, riscoperto casualmente nel 1969 dallo studente tanzaniano Erasto Mpemba, ma già raccontato nel IV secolo a.C. da Aristotele.  Fino ad oggi, nonostante le tante ipotesi avanzate, nessuno era mai riuscito a dedurre qualcosa di scientificamente apprezzabile, anche se la  nuova scoperta, in ogni caso, dovrà comunque essere dimostrata e approvata dalla comunità scientifica internazionale. I ricercatori spiegano così il fenomeno: le molecole d’acqua sono composte da un atomo d’ossigeno e due di idrogeno, tenuti insieme da legami covalenti. Contemporaneamente, tramite il legame idrogeno, gli atomi di idrogeno di una molecola sono attratti da quello d’ossigeno delle molecole più prossime; nonostante questa attrazione, nel complesso le molecole d’acqua, a una certa distanza, tendono a respingersi. Gli scienziati hanno osservato che, in funzione del fatto che la distanza tra le molecole è dipendente dalla temperatura, nell’acqua calda la distanza risulta massima, di conseguenza anche l’effetto di repulsione, effetto che rende i legami idrogeno maggiormente “in trazione” tra loro e quindi capaci di accumulare più energia, la stessa energia che poi viene liberata più rapidamente nella fase di raffreddamento dell’acqua calda. Il rilascio di tale energia tende quindi a far ricongiungere le molecole d’acqua a una velocità che risulta essere proporzionale alla quantità di energia a disposizione: più calda sarà l’acqua, maggiore risulterà essere l’energia liberata durante la fase di raffreddamento, con una conseguente maggiore velocità di riavvicinamento delle molecole e, quindi, di congelamento.