Attualità

16 milioni di persone pronte a comprare l’arcobaleno

A cura di Fabio Germanà.
Tecnologia, diritto e buon senso non sempre vanno d’accordo. Spesso i tracotanti comportamenti tenuti da alcune grosse imprese danno davvero fastidio, e risultano essere davvero scorretti. Nello specifico, la compagnia telefonica T-Mobile ha intentato causa ad una serie di altre società colpevoli di usare nei propri rispettivi loghi e nelle loro comunicazioni pubblicitarie il colore magenta di cui l’azienda telefonica ritiene di poter vantare l’esclusiva. Fatto che bene si evince dalla loro pagina web destinata al Copyright in cui si legge chiaramente che “…the T-MOBILE acoustic logo, and the color magenta are registered  and/or unregistered trademarks of Deutsche Telekom AG in the US and/or other countries“. Davvero consolante. La rivendicazione della proprietà di colore è rivolta esclusivamente nei confronti di coloro che operano nello stesso settore di mercato, quello telefonico. Ciò nonostante è preoccupante e, se mi è consentito, “raccapricciante” pretendere di detenere i diritti di proprietà su un colore. Se ciascuno registrasse come propria ed esclusiva ogni singola varietà di colore, basterebbero solo 16 milioni di persone per lasciare a tutti gli altri l’inevitabile necessità di essere “trasparenti”. Questa notizia richiama alla mente l’altrettanto disgustoso “brevetto” che la Microsoft ha fatto sul corpo umano (licenza numero 6.754.472), al fine di poterlo usare come sistema in grado di trasmettere energia e informazioni per componenti elettroniche. Il tuo braccio non è tuo…magari ti chiederanno di pagare un diritto di utilizzo a Bill Gates, visto che in quel caso sfrutteresti “un apparato per la trasmissione di energia e informazioni utilizzando i tessuti e le ossa di cui è composto”. Se siete a conoscenza di altre “originali” registrazioni vi invito a segnalarlo tramite i commenti a questo post

Comments (1)

  1. Questa è proprio bella Fabio, incredibile, ha davvero dell’incredibile! Spero tanto che sia un caso isolato, ma dove mai andremo a finire

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