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Città sommersa di Igaratà riappare dopo quasi 50 anni

Igaratà, una città sommersa in Brasile sta riaffiorando con le sue vecchie strutture, rovine e alberi, tutto rimasto sommerso dalle acque nel 1969. La vecchia città fu coperta dalle acque dopo che il governo dell’epoca arginò il fiume Jaguari, vicino San Paolo, per la costruzione di impianti di energia elettrica. Tuttavia, con il Brasile nella morsa di una delle peggiori siccità della sua storia recente, parti della città hanno iniziato a riapparire. I livelli d’acqua del fiume Jaguari sono ora circa 30 metri al di sotto dei livelli normali.

Della città sommersa, le cui foto sono state riprese da un interessante articolo della Reuters, ora si possono vedere le strutture in rovina della chiesa, una piazza, vecchie panchine e la strada principale. Gli ex residenti raccontano di  sentimenti contrastanti a riguardo: “sono felice in qualche modo, ma anche molto triste”, spiega Irene De Almedia, “felice perché tutto quanto ricordo della mia città quando ero  bambina ora sta quasi magicamente riemergendo dall’acqua, ma porto con me anche tanta tristezza a causa della mancanza di acqua che affligge il Paese”.

Le scale riemerse della vecchia città (Reuters)

Il Brasile sta affrontando la peggiore delle siccità dal 1930, con oltre 90 città che soffrono la carenza idrica e di conseguenza di energia elettrica. La siccità ha colpito circa quattro milioni di persone; secondo gli esperti questo status di cose spingerà il Paese in una forte recessione, con molte industrie, soprattutto quelle agricole fortemente colpite.

Izabella Teixeira, Ministro dell’Ambiente, ha dichiarato che São Paulo, Rio de Janeiro e Minas Geiras, i tre stati più popolosi del Brasile, sono stati colpiti dalla siccità più grave dal 1930, definendo la situazione “delicata” e “preoccupante”.

Le pareti della vecchia scuola di Igaratá. REUTERS / Nacho Doce

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